Album di guerra

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I Partigiani del Battaglione "Prealpi" a Gemona
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lunedì 11 aprile 2016

"Percorsi della memoria" recensito da "Patria Indipendente"

La storica rivista dell'Anpi nazionale "Patria Indipendente", nella sua versione online ha pubblicato, a firma di Natalia Marino, una ampia recensione del volume "Percorsi della memoria" edito dalle sezioni Anpi di Gemona-Venzone  e Trasaghis-Bordano.

Percorsi della Memoria tra Gemona del Friuli, Trasaghis e Venzone

Un volume curato da Pieri Stefanutti. La morte di dieci partigiani e otto civili a Gemona, l’occupazione cosacca, la strage di Avasinis di Trasaghis, l’eccidio dei nazisti in ritirata con 51 vittime, l’omicidio di monsignor Faustino Lucardi, parroco di Venzone

Percorsi della memoria_copertina 2Fissare la memoria, ricordare fatti, luoghi, volti, omaggiare il passato per prenderne esempio o capirlo di più. Nel territorio di Udine è stato il lavoro portato avanti delle sezioni ANPI Gemona-Venzone e ANPI “Val del Lago” di Trasaghis e Bordano, ora racchiuso in un volume. Realizzato per il 70° col sostegno delle Amministrazioni comunali e curato dallo storico Pieri Stefanutti, Percorsi della Memoria tra Gemona del Friuli, Trasaghis e Venzone propone un itinerario didattico e al contempo un pellegrinaggio, laico, attraverso borghi dal rilevante patrimonio artistico e culturale e una natura spettacolare con pianure, fiumi e laghi, colline e montagne fino alle pendici delle Prealpi Giulie.
Come indica il sottotitolo,Monumenti, cippi, lapidi, testimonianze materiali capaci di far ricordare le vicende della Lotta di Liberazionericostruisce gli eventi e racconta i protagonisti della Resistenza nel gemonese illustrando le numerose opere commemorative collocate proprio dove accaddero gli scontri a fuoco con gli occupanti, le rappresaglie, i rastrellamenti, le fucilazioni, le uccisioni per strangolamento, gli eccidi. Stele, targhe, sculture in memoria, quadri e mosaici sono stati censiti e fotografati, offrendo anche la descrizione dei monumenti distrutti dal terremoto del 1976. Tutti, dunque, salvati dall’oblio.
Le cento pagine della pubblicazione, corredate da immagini a colori, dalla memorialistica partigiana e da nuove testimonianze acquisite possono divenire così per studenti, cittadini e turisti un’istruttiva, agile e utile guida per tracciare le tappe di un viaggio in un museo diffuso sulle orme della guerra di Liberazione nell’Alto Friuli. Chi volesse approfondire o avere ulteriori informazioni sul volume o sull’itinerario può contattare l’ANPI locale alla e-mail: anpigemona_venzone@hotmail.it
Venzone, lapide mons. Lucardi (archivio Anpi Udine)La ricerca di Pieri Stefanutti ha il pregio di aver fatto emergere episodi finora poco conosciuti accanto a quelli già noti: la morte di dieci partigiani e otto civili a Gemona, i sette mesi dell’occupazione cosacca, la strage di Avasinis di Trasaghis, il più grave eccidio dei nazisti in ritirata con 51 vittime il 2 maggio ’45, l’omicidio di monsignor Faustino Lucardi, parroco di Venzone.

La maggior parte delle opere commemorative è state eretta lungo le strade, nei boschi e sulle montagne del territorio tra Gemona, Trasaghis e Venzone, tuttavia alcune sono collocate in strutture architettoniche tradizionalmente mèta dei turisti. Per esempio, sotto la Loggia del Municipio è posta una targa in memoria di quanti lottarono e caddero per la libertà, con incisa la scritta attribuita al poeta Tosco Nonini. 
bierti fucilazione_rNel Museo Civico, a Palazzo Elti, è possibile ammirare il dipinto Fucilazione di via Spalato, realizzato nel 1959 da Francesco Bierti. La “Guernica friulana” e i bozzetti introduttivi conservati nell’esposizione  permanente sono ispirati a quanto accaduto nella caserma di Udine il 9 aprile ’45. Uno dei 29 martiri è il partigiano gemonese Leandro Nonini “Colombo”, già operaio della Todt, l’impresa di costruzioni della Germania nazista dove gran parte del lavoro più pesante era realizzato dai prigionieri di guerra.
Il volume realizzato dalle ANPI propone dettagliati ritratti, spesso inediti, dei 31 Caduti partigiani del territorio, tra i quali “Mazzini”, “Oslo”, “Olivo” “Nero” a Gemona, “Pettirosso” a Tenzone; i “ruolini” di molti combattenti; le notizie sulla cattura e le circostanze della morte di alcuni patrioti, tra i quali la famiglia Celetto Osser (ricordata anche grazie al lavoro di Lino Argenton sui medici durante la Resistenza); a volte anche la difficoltà del recupero dei corpi e i tributi della popolazione in occasione dei funerali nel dopoguerra. 
Come documenta il volume di Stefanutti, responsabile del Centro di Documentazione sul Territorio e la cultura locale Alesso di Trasaghis, un ruolo determinante nella storia del gemonese occupato ebbero anche i gesti di solidarietà e soccorso di tutta la popolazione a partigiani e deportati. In particolare donne e ferrovieri della ex Ferrovia Pontebbana, considerata dai nazisti via strategica di collegamento tra l’Adriatisches Küstenland e l’Austria. 
Tra il 1943 e il 1945 sia la strada statale sia i binari ferrati dove transitavano i convogli blindati destinati ai lager furono teatro dei sabotaggi delle formazioni garibaldine e osovane, come di grandi e rischiose azioni di salvataggio dei prigionieri catturati durante i rastrellamenti. Le donne della Carnia informavano i parenti e portavano generi alimentari ai deportati. Le più giovani e avvenenti cercavano di distrarre i soldati della Wehrmacht, mentre i ferrovieri del Casello 39 “davano la libertà ad alcuni facendo indossare loro un berretto, una giacca da ferroviere o una semplice bandiera rossa da manovra, mimetizzandoli”, come ha scritto Luciano Simonitto in uno dei suoi libri, di cui ampi stralci sono riportati in Percorsi della Memoria.
Il disegno che i compagni nel lager dedicarono al capostazione BardelliTra i lavoratori delle ferrovie ricordati, citiamo il capostazione radiotelegrafista di Carnia, Angelo Bardelli, arrestato e deportato ad Auschwitz quando, durante l’esperienza della Zona Libera, si intensificò il controllo nazista. I compagni del lager, conosciuta la sua storia, realizzarono un disegno che lo raffigurava. La sorte fu poi benevola con Bardelli: riuscì a salvarsi e a ritornare a casa. Nel volume si ricorda la proposta alle Ferrovie dello Stato di collocare il quadro-documento nella casa cantoniera del Casello 39. La proposta non venne accettata e così si è optato per una targa, scoperta nel luglio 2015.
La pubblicazione è completata da una bibliografia essenziale: libri, fonti archivistiche e audiovisive, siti internet e da una documentazione integrativa.


mercoledì 27 gennaio 2016

Percorsi della memoria tra i simboli della Resistenza nel Gemonese

Venerdì 29 gennaio, alle ore 17.30 presso la Sala Consiliare di Palazzo Boton a Gemona, sarà presentato il volume Percorsi della memoria, ultimo lavoro di Pieri Stefanutti, dopo i recenti "Venzone in guerra" e la riedizione del Diario di don Zossi in larga parte dedicato all'eccidio di Avasinis.
Nel corso dell’evento, promosso dall’ANPI Sezione di Gemona-Venzone e dal Comune di Gemona, interverranno – oltre all’autore del libro – Lorenzo Londero, presidente dell’ANPI di Gemona-Venzone,Paolo Urbani, sindaco del Comune Gemona, Andrea Zannini, docente di storia moderna presso l’Università di Udine, Dino Spanghero, presidente provinciale dell’ANPI.
Come precisano i promotori dell’evento, dopo il 1945, una volta conclusa la Lotta di Liberazione, anche nel Gemo­nese vennero eretti cippi, monumenti e lapidi a ricordo di quanti avevano perso la vita seguendo un ideale di libertà. 
Dipinto nella chiesetta di Ledis - ph. L. Copetti
Col passare degli anni, alcuni di questi “segni della memoria” continuarono ad additare nel tempo il sacrificio di quelle esperienze. Altri andarono invece incontro a un triste destino di oblio, se non di rimozione. La ricerca Percorsi della memoria vuole contribuire a ricostruire la “mappa dei segni della memoria” nei Comuni di Gemona, Trasaghis e Venzone, indicandone la posizione, le caratteristiche, l’episodio cui fanno riferimento. È un lavoro rivolto a quanti “c’erano” e soprattutto alle giovani generazioni, che forse poco conoscono di quelle ormai lontane vicende.
A tutti i presenti sarà consegnata una copia del volume.
Sabato 30 gennaio, alle ore 17, il libro sarà presentato a Trasaghis, presso il Centro Sociale di Avasinis, in un incontro promosso dalla sezione Anpi Val del Lago con il Comune di Trasaghis. Oltre all'autore, interverranno il sindaco di Trasaghis Augusto Picco, il segretario della Sezione Anpi Ivo Del Negro e il presidente regionale dell'Anpi on. Elvio Ruffino.

giovedì 30 luglio 2015

Stazione di Carnia, una targa per ricordare la solidarietà verso i deportati

La comunità di Venzone, in occasione del 70° anniversario della Liberazione, nell'intento di ricordare ed onorare le“Donne coraggiose” che negli anni 1943-44 hanno assolto un compito altamente umano e pericoloso, quello di informare del transito per Carnia i parenti dei deportati provenienti dalla Sicilia al Friuli ed offrire agli stessi, quando possibile, alimenti attinti da poveri deschi e gli “Angeli della Pontebbana”, i ferrovieri che ricorrendo a numerosi stratagemmi, operando in sinergia con il personale viaggiante, diedero la libertà a centinaia di deportati italiani, inglesi e statunitensi, si è ritrovata domenica 26 luglio davanti alla Stazione di Carnia per lo scoprimento di una targa dedicata a quelle lontane vicende .
Il sindaco Fabio Di Bernardo ha sottolineato che "L’Amministrazione Comunale assieme a tutti i Venzonesi vuole rendere omaggio a queste straordinarie persone che molto spesso mettendo a repentaglio la propria vita, mossi dallo spirito di sacrificio, solidarietà e umana dedizione sono riusciti a dare la libertà a numerose vite umane. Questi valori necessariamente vanno trasmessi alle nuove generazioni". 
E' seguito l'intervento del prof. Luciano Simonitto, ove - dopo la ricostruzione del contesto storico- particolare menzione è stata data al sotto-capostazione Angelo Bardelli, sorpreso dai soldati tedeschi mentre informava telegraficamente i suoi colleghi di Tolmezzo e Villa Santina della partenza dei treni blindati diretti verso la Libera Repubblica della Carnia appena costituitasi, una persona che pagò con la deportazione verso il campo di concentramento di Auschwitz (dove i compagni di prigionia, saputo del suo impegno, gli dedicarono una raffigurazione grafica). Da Auschwitz Bardelli  riuscì a fare ritorno dai suoi cari (allo scoprimento della targa erano presenti le figlie).
Presenti alla cerimonia, con i labari, le sezioni ANPI di Gemona-Venzone e della Carnia.



venerdì 7 marzo 2014

"Venzone in guerra", un'occasione per rileggere anche la storia di Resia nel 1944-45

E' uscito nello scorso dicembre il volume “Venzone in guerra”  curato da Pieri Stefanutti ed edito dall’Associazione “Amici di Venzone”. Il  libro ricostruisce le vicende del secondo conflitto mondiale che hanno coinvolto il territorio e la popolazione di Venzone, dai riflessi in paese delle numerose perdite militari sui diversi fronti, allo sbando dell'esercito dopo l'8 settembre 1943, alla nascita della Resistenza, ai difficili mesi della occupazione cosacca  per arrivare alle tumultuose giornate tra la fine di aprile e l'inizio di maggio del 1945 quando accanto alle iniziative partigiane per la liberazione della cittadina si ebbero le dure reazioni tedesche culminate con l'uccisione del parroco mons. Lucardi.
La  ricerca ricostruisce le  sofferenze delle popolazioni non solo di Venzone, ma anche alle zone  contermini di Gemona, Moggio, Chiusaforte e Resia. In particolare, i due ultimi anni del conflitto vengono analizzati attraverso una ricca documentazione finora inedita, raccolta presso diversi archivi della Regione e integrata da testimonianze orali capaci di offrire una ricostruzione degli avvenimenti che tiene conto di molteplici aspetti complementari.
Dopo la presentazione ufficiale del volume a Venzone e l'interesse suscitato nella cittadina, il libro sarà presentato anche a Resia.
L'Associazione “Amici di Venzone” e l'Associazione culturale Museo della Gente della Val Resia

C.A.M.A. (Comitato Associativo Monumento all’Arrotino) danno infatti appuntamento per la presentazione del libro domenica 9 marzo 2014, alle ore 20.00 presso il Museo dell’Arrotino a Stolvizza, in comune di Resia.  Il libro sarà presentato dalla dottoressa Paola Fontanini, presidente dell'Associazione "Amici di Venzone". Sarà presente l’autore Pieri Stefanutti. Nel corso dell'incontro verranno analizzate in modo particolare le vicende del territorio di Resia durante il 1944-45, dove vennero ad agire contemporaneamente (e talvolta a  confrontarsi in maniera decisa) formazioni partigiane italiane e slovene.

Oseacco, cippo per i caduti della Resistenza


venerdì 20 dicembre 2013

Sabato 21 la presentazione del libro "Venzone in guerra"

“Venzone in guerra. Note per una ricostruzione delle vicende della seconda guerra mondiale a Venzone”. E’ questo il titolo del nuovo Bollettino che l’Associazione Amici di Venzone ha appena dato alle stampe. L’autore, Pieri Stefanutti, vi ripercorre gli anni cruciali ‘43 – ‘45 sviluppando un racconto corale, in cui a farsi sentire sono veramente, attraverso le fonti ampiamente citate, le voci dei protagonisti registrate nei diari di memorie, nei libri storici della Pieve, in articoli di giornale, interviste e video – interviste effettuate in anni recenti. Tra le  numerose testimonianze ci è rimasta l’eco delle parole di un certo Guido Valent, che il 25 dicembre 1942 annotava: “non c’è più tempo per pensare a nessuno, [...] c’è solo la pelle di mezzo”, testimonianza semplice e diretta di quanto disumanizzante sia la guerra. Una guerra che l’impegno degli Amici di Venzone ci permetterà di ripercorrere nelle sue vicende locali, attraverso gli occhi e le parole di protagonisti, i quali alcuni concittadini sicuramente ancora ricordano. 
(http://impegnocivicopervenzone.blogspot.it/2013/11/amici-di-venzone.html)

La presentazione del volume,  cui tutta la popolazione è invitata, è fissata per sabato 21 dicembre alle 15 nella sala Patriarca Bertrando in via Glizoio di Mels.


domenica 18 agosto 2013

A.P.O. e ANPI ricordano le vicende del Gemonese e i caduti nella Lotta di Liberazione

A Gemona del Friuli: 68^ festa di Ledis in ricordo dei 53 gemonesi caduti nella Lotta di Liberazione

 
 
 
 
L'A.P.O. in collaborazione con il Comune di Gemona e l'ANPI di Gemona - Venzone 
 
organizza la 68^ festa di Ledis
 
PROGRAMMA:
 
Sabato 24 agosto 2013
Ore 17,30
A Gemona del Friuli
presso la Ex Chiesa di San Michele
“la resistenza nel gemonese”
Relatori: Pieri Stefanutti e Lodovico Copetti
Presenta: Roberto Volpetti, Vice Presidente A.P.O.
 
Domenica 25 agosto 2013
Ore 11,00
Santa messa presso la Chiesetta di Ledis
Saluto del Sindaco di Gemona del Friuli
Saluto del rappresentante dell’ANPI
Intervento commemorativo del Presidente
dell’Associazione Partigiani Osoppo Friuli
Ore 12,30
Momento conviviale e di festa
a cura del Comitato “Borg di Taviele”



venerdì 26 aprile 2013

La biografia di Romano Marchetti presentata sabato a Venzone



Venzone
piazzetta Duomo, 2 - sala Bertrando
sabato, 27 aprile 2013 - ore 15.30

LA RESISTENZA:
UOMINI ALLA RICERCA DELLA LIBERTA'
E  DI  UN  NUOVO  MONDO
 
presentazione del volume edito dall'Istituto Friulano per
la Storia del Movimento di Liberazione –  gennaio 2013
per i tipi della Kappa Vu edizioni    - Udine                            
“Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona
Una vita in viaggio nel '900 italiano”
di  Romano Marchetti
a cura di Laura Matelda Puppini

Ufficiale degli alpini sul Golico, Romano Marchetti è, poi, uno dei primi organizzatori della resistenza osovana in Carnia, si scontra con le difficoltà del dopoguerra, sostiene Unità Popolare, intesse rapporti anche epistolari con noti socialisti ed azionisti, e viene catapultato a Savona, per avere in qualche modo disturbato la Democrazia Cristiana. Vive la sua esperienza lavorativa presso vari Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura, conosce la marca trevigiana, si ricongiunge, infine, alla sua sposa ed ai figli. Costantemente preoccupato di guadagnar “due soldi per il lesso” per mantenere la famiglia, vive la sua vita in un succedersi incessante di fatti internazionali, nazionali e locali, che segue con partecipazione. Interessanti appaiono le sue proposte per sviluppare l’agricoltura, la frutticoltura, l’allevamento. Il libro, curato da Laura Matelda Puppini, è corredato pure dalla storia del battaglione Carnia della Osoppo e del suo comandante Barba Livio, da quella della distruzione della torre Picotta da parte dei tedeschi, da schede analitiche su figure di partigiani.

Saranno presenti l’autore e la curatrice

lunedì 22 aprile 2013

Il 25 aprile a Gemona: una tesi universitaria e un Canzoniere popolare


Quest’anno a Gemona la festa della Liberazione verrà celebrata in modo originale. Alle manifestazioni ufficiali, previste nella mattinata del 25 aprile, si aggiungeranno altri due eventi che faranno riflettere su un momento fondamentale per la storia del nostro Paese. Sono promossi dal Comune, l’ANPI, l’APO e l’Ecomuseo delle acque.
Alle 17 a Palazzo Boton verrà presentata la tesi di laurea magistrale della gemonese Silvia Madotto “Le capitali della Resistenza universitaria. Padova, Oslo e Praga”, discussa all’Università di Padova e insignita nel 2012 del Premio nazionale Giacomo Matteotti. La ricerca ricostruisce efficacemente la vita dei tre atenei europei nel contesto della Resistenza ma anche l’ambiente da cui l’antifascismo e l’opposizione al nazismo sono nati. Nell’occasione l’Amministrazione comunale conferirà a Silvia Madotto un riconoscimento per il contribuito innovativo garantito ad un percorso di ricerca che ha visto protagonista una giovane gemonese.
Alle 20.30 nell’ex Chiesa di San Michele, il Canzoniere popolare della Brianza terrà il concerto “Cosa importa se ci chiaman banditi”, dedicato ai canti della Resistenza italiana al fascismo. Si tratta di una formazione che a partire dagli anni settanta è andata sviluppando un’attenzione particolare per il canto tramandato oralmente in Lombardia e nelle altre regioni del nord Italia, attraverso un lavoro di raccolta e di studio del cosiddetto patrimonio immateriale. Verrà presentata un’antologia di brani, ispirati ai valori di libertà, giustizia e pace, che mostrano il formarsi di un repertorio politico avvenuto attraverso il recupero di materiale melodico della tradizione popolare o militare su cui si sono innestati testi rinnovati o nuovi, anche di creazione colta.

Nelle foto: Silvia Madotto e Canzoniere popolare della Brianza

giovedì 14 febbraio 2013

Interessante appuntamento a Venzone:


Una mostra e un viaggio tra ricordi e memorie per conoscere quanto accaduto in
Friuli tra il 1943 e il 1945 e non dimenticare.
Un progetto itinerante che coinvolge i ragazzi dei paesi situati lungo la vecchia
linea ferroviaria che da Udine portava in Germania, paesi che hanno visto passare i
treni carichi di persone in viaggio verso il nulla.

Scuola primaria e scuola secondaria
di primo grado di Venzone
Lo Sbilf - Rete di scuole dell’Alto Friuli
Progetto “Strade di cittadinanza”
Comune Venzone
Pro Loco Pro Venzone



Venerdì 15 febbraio 2013 alle ore 18:00
Auditorium delle scuole di Venzone

Programma:

- Saluto dell’Amministrazione comunale
- Letture e riflessioni degli alunni della classe 3^ della scuola secondaria di primo grado
- Introduzione al filmato a cura del prof. Luciano Simonitto
- Proiezione del filmato, opera di Giacinto Iussa, nel quale sette donne raccontano quanto è avvenuto lungo la vecchia linea ferroviaria cha da Udine portava in Germania e alla stazione di Carnia dove hanno visto passare tradotte di deportati civili e militari
- Raffaella Cargnelutti illustra la mostra “Alla gentilezza di chi la raccoglie” - taccuino di prigionia dello scultore Giulio Cargnelutti (1912-2007) e lettere che riuscì a scambiare con la famiglia nei terribili mesi (luglio 1944 - maggio 1945) trascorsi nel campo di concentramento di Buchenwald
- Video del brano musicale in inglese Train to nowhere - Treno verso il nulla, composto da Mattia Del Moro sulle parole scritte da suo nonno Giulio Cargnelutti alla moglie Eugenia dal campo di concentramento di Buchenwald.

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