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venerdì 14 ottobre 2011

Nuova edizione per "L'Armadio della vergogna". Il libro di Giustolisi è stato presentato anche a Trasaghis

"L'armadio della vergogna", il libro di Franco Giustolisi che documenta l'insabbiamento di numerose inchieste avviate contro i responsabili  delle stragi naziste in Italia, ha ora una nuova edizione. Già all'epoca della sua uscita il libro aveva fatto assai discutere. Franco Giustolisi era venuto anche a Trasaghis, il 2 febbraio 2006, quando   aveva illustrato le tappe della sua ricerca e gli elementi raccolti relativamente a quelle 2273 stragi che non avevano visto individuare responsabilità. Nell'incontro di Trasaghis si era discusso anche dell'eccidio di Avasinis, un evento doloroso che pare non abbia avuto nemmeno "l'onore"  di un fascicolo aperto nell'«armadio della vergogna». Una video intervista a Franco Giustolisi, registrata quella sera a Trasaghis, è stata inserita nel video di Dino Ariis "Avasinis luogo della memoria".
Può essere visionata all'indirizzo web:
http://www.youtube.com/watch?v=kAznTEugaoA

Una recensione  relativa alla riedizione del libro di Giustolisi è stata pubblicata dal "Corriere della Sera" il 9 ottobre:

La vergogna dell' armadio (della vergogna)

di Paolo Fallai
Franco Giustolisi è tornato in libreria con una nuova edizione de «L' armadio della vergogna» N on può esserci pace senza giustizia. E sarebbe una verità quasi banale, se non vivessimo in un Paese che, da decenni, si sforza con ogni mezzo di negarla. È tornato in libreria, con una nuova edizione, il libro di Franco Giustolisi, che ne è diventato l' assioma: L' armadio della vergogna (Beat, pagine 383, 9). La storia che Giustolisi racconta è semplice e terribile: fra il 1943 e il 1945 decine di migliaia di civili, tra loro bambini, donne, vecchi, vennero uccisi nel corso di 2.273 stragi compiute dai nazisti e dai fascisti. Avete capito bene: 2.273 stragi, in una geografia dell' orrore che non risparmia un angolo d' Italia. In questo lugubre elenco vi sono nomi conosciuti, come Stazzema, Marzabotto Fivizzano, Fossoli, Cefalonia, accanto a un elenco impressionante di località grandi e piccole che si fa fatica a trovare anche sulla carta geografica. Giustolisi, giornalista e scrittore, ricostruisce come dopo la Liberazione, molti dei responsabili di questi orrendi massacri vennero individuati. E di come siano stati aperti centinaia di fascicoli in vista di processi che avrebbero dovuto punire i colpevoli. Ma non ci furono né istruttorie, né processi. Nel 1947 migliaia di fascicoli vennero sepolti in un vecchio armadio «marrone scuro, in più parti tarlato» finito in un «andito seminascosto» di palazzo Cesi, in via degli Acquasparta a Roma, sede della Procura generale militare. Per essere sicuri che a nessuno venisse in mente di aprirlo, quel mobile aveva le ante rivolte verso il muro. Venne scoperto solo nel 1994 quando il procuratore militare Antonino Intelisano, preparando l' estradizione dall' Argentina dell' ufficiale delle SS Erich Priebke, chiese e ottenne i documenti sulla strage delle Fosse Ardeatine. È in quel momento che un vecchio mobile da ufficio, diventa «l' armadio della vergogna». Dalla sua scoperta sarebbe stato lecito aspettarsi uno scatto di dignità, capace di restituire al nostro Paese il coraggio di perseguire e finalmente processare i massacratori. Neppure questo è successo. Neanche dopo la pubblicazione della prima edizione di questo libro, ormai sette anni fa. «L' armadio della vergogna - dice Franco Giustolisi, che non ha perso la volontà di combattere, ma fatica a trovare ragioni di speranza - ormai è diventato la "vergogna dell' armadio"». 


Leggi tutto l'articolo:
  http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/09/vergogna_dell_armadio_della_vergogna_co_9_111009039.shtml

1 commento:

  1. Una delle cose che maggiormente mi ha colpito ,leggendo la "prima edizione" è il perchè questo armadio sia stato chiuso ,girato e messo contro il muro e riscoperto per caso dopo 50 anni..Sembra impossibile ma è successo

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