Album di guerra

Album di guerra
I Partigiani del Battaglione "Prealpi" a Gemona

sabato 24 agosto 2013

Ricordate a Lauco la figura di Barba Livio e l'esperienza del Btg. Carnia

Resistenza, il ricordo di Romano Zoffo

Vinaio negli anni '40
LAUCO Organizzata dalla Pro loco, in collaborazione con la Casa del Popolo e con il patrocinio del Comune, si è tenuta a Lauco una serata sulla Resistenza in Carnia. L’altopiano, zona centrale e strategica, ha visto a Salvins di Vinaio la sede del comando del battaglione Carnia della formazione Osoppo, guidato, fino al settembre 1944, dal comandante di origini carniche Romano Zoffo, conosciuto come Barba Livio. La sua figura è stata tratteggiata da Laura Matelda Puppini: ufficiale dell’Esercito, reduce dalla Croazia ove aveva combattuto con gli italiani occupanti, viene descritto come uomo severo ma anche come uomo giusto e metodico. Attento e sensibile alle esigenze individuali degli osovani, promosse pure, con il sacerdote di Vinaio don Francesco Zaccomer, il taglio di un bosco comunale per poter distribuire alle povere famiglie locali la terra da coltivare. Per questo fu accusato di essere comunista, mentre era un cattolico e di idee vicine a quelle del Partito d’Azione e al Socialismo riformista. In seguito fu nominato comandante della Brigata Osoppo - Carnia, ma fu inviato nell’ottobre 1944 alla prima brigata guidata da Bolla (Francesco De Gregori) in val Resia. Durante una operazione di guerra a Tarcento, chiese la resa del presidio cosacco. Ma venne catturato, seviziato e ucciso a villa Orter. Ricordati pure Tranquillo De Caneva, Gino Beorchia, i sacerdoti don Zaccomer, don Giulio Mentil e don Giovanni Pascolini. Presente alla serata anche Romano Marchetti. (g.g.)

Foto giovanile di Romano Zoffo


domenica 18 agosto 2013

A.P.O. e ANPI ricordano le vicende del Gemonese e i caduti nella Lotta di Liberazione

A Gemona del Friuli: 68^ festa di Ledis in ricordo dei 53 gemonesi caduti nella Lotta di Liberazione

 
 
 
 
L'A.P.O. in collaborazione con il Comune di Gemona e l'ANPI di Gemona - Venzone 
 
organizza la 68^ festa di Ledis
 
PROGRAMMA:
 
Sabato 24 agosto 2013
Ore 17,30
A Gemona del Friuli
presso la Ex Chiesa di San Michele
“la resistenza nel gemonese”
Relatori: Pieri Stefanutti e Lodovico Copetti
Presenta: Roberto Volpetti, Vice Presidente A.P.O.
 
Domenica 25 agosto 2013
Ore 11,00
Santa messa presso la Chiesetta di Ledis
Saluto del Sindaco di Gemona del Friuli
Saluto del rappresentante dell’ANPI
Intervento commemorativo del Presidente
dell’Associazione Partigiani Osoppo Friuli
Ore 12,30
Momento conviviale e di festa
a cura del Comitato “Borg di Taviele”



martedì 13 agosto 2013

Andarsene, tornare, combattere... un concerto lunedì 19 a Gemona

A Gemona del Friuli: canti di Emigrazione e di Resistenza

CONCERTO SUI TEMI DELL’EMIGRAZIONE E DELLA RESISTENZA
con Sara Modigliani e Felice Zaccheo

“Via un zovin:/da quasi ogni famea /[…] / Chei ch’a tornin: / deventin partigjans”.
Questi versi di Leonardo Zanier (Da ogni famea, 1976) sintetizzano con singolare forza la duplice tematica attorno a cui si articola un evento che avrà come protagonisti due musicisti di eccezionale livello: Sara Modigliani (cantante) e Felice Zaccheo (chitarrista). I due artisti  - e musicologi - offrono questa serata ai gemonesi dopo alcune esibizioni nell’ambito della rassegna “Carniarmonie”. Il concerto, che avrà luogo lunedì 19 agosto, a Gemona, dalle ore 20.30, nell’auditorium di San Michele (Largo Porta Udine), proporrà un repertorio di canti dell'emigrazione e della Resistenza italiana.

L'iniziativa - promossa dalla sezione A.N.P.I. di Gemona-Venzone, sostenuta dalle Associazioni A.P.O.,Ecomuseo delle Acque del Gemonese e AUSER Volontariato Alto Friuli e  patrocinata dal Comune -, anche se autonoma nell’ideazione, si connette tematicamente alle iniziative dedicate alla Resistenza che si svolgeranno a Gemona nell’ultima decade di agosto.

NOTE SUI MUSICISTI

Sara Modigliani  ha iniziato l’attività di studio della musica contadina e popolare italiana negli anni ’70, collaborando con esperti etnomusicologi dell’Università di Roma e con personalità come Giovanna Marini, Diego Carpitella, Alessandro Portelli. Grazie a questa attività ha acquisito esperienza nelle tecniche di canto contadino e nei modi della tradizione musicale a trasmissione orale. Assieme ad altri musicisti ha fondato il gruppo denominato “Il Canzoniere del Lazio”, che, con concerti di rilevanza nazionale, ha diffuso e rielaborato la musica folk.

Felice Zaccheo è uno dei migliori mandolinisti e chitarristi nel panorama attuale della musica per corda e plettro. Nel campo della musica classica, fa parte dell’ “Ensemble Mereuer”, un gruppo che propone un repertorio, dedicato agli strumenti a plettro, che va dal Settecento ai giorni nostri. Negli ultimi anni si è dedicato con passione all’accompagnamento della musica popolare, in particolare del centro-Italia e del sud. Suona anche la chitarra elettrica in formazioni di musica folck-rock nordamericana.

lunedì 5 agosto 2013

Lauco, incontro sul Btg. Carnia e l'esperienza di Salvìns

La Pro Loco Comune di Lauco e la Società Casa del Popolo

         Con il patrocinio del Comune di Lauco,

            ORGANIZZANO UN INCONTRO intitolato:

     “LA RESISTENZA IN CARNIA: 
        L ’ALTOPIANO DI LAUCO – 
         SALVINS DI VINAIO ED IL 
MITICO BATTAGLIONE CARNIA ” 


L'incontro avrà luogo
                 VENERDI’9 AGOSTO 2013 
                             alle ore 20,30 
                 presso la sala polifunzionale 
                della Casa del Popolo - Lauco 

            Condurrà l’incontro Laura Matelda PUPPINI
                Sarà presente Romano MARCHETTI

         

                            Ingresso libero

                        seguirà bicchierata e dolci fatti in casa


lunedì 29 luglio 2013

Valle del But, 1944. "Nessun revisionismo può cambiare le cose"

STORIA La strage delle Ss in Carnia 

Pare di udire ancora nella valle del But, in Carnia, le urla di quegli uccisi in modo barbaro da nazisti, travestiti da partigiani, il 21 luglio 1944, i corpi poi straziati: 16 furono i trucidati e seviziati in orribile modo senza motivo alcuno a Pramosio, 16 civili, tra cui una donna in stato di avanzata gravidanza. Stavano mangiando il loro magro pasto, un momento di riposo dopo le solite fatiche giornaliere...ma giunsero le Ss... Non doma, la banda di assassini violentava e uccideva due donne, sfregiandone il corpo anche nelle parti intime, e, raggiunta località Moscardo, uccideva 2 operai che ritornavano dal lavoro, e quindi a Cercivento 3 persone, sempre senza motivo. Il 22 luglio 1944 il gruppo assassino, non ancora pago, si univa a quello, di cui facevano parte molti italiani, che aveva fatto irruzione a Paluzza, prelevando persone dalle case, facendole andare in Municipio ove altri sfortunati attendevano, ed ivi seviziando tutti con pugnalate, calci , morsi, e con colpi dei fucili usati come clave. Finalmente il pomeriggio, il gruppo così formatosi, “ebbro di sangue e in stato di palese ubriachezza” lasciava Paluzza e, prima di rientrare a Tolmezzo, uccideva 7 ostaggi in località Ponte di Sutrio dopo aver trucidato altre persone nei paesi della valle, ed aver depredato le vittime di tutti gli oggetti di valore. Ricordiamo questi fatti, questo sangue innocente sparso in Carnia e non confondiamo vittime e carnefici. Non esistono mille versioni in storia. E la narrò, subito dopo i fatti, Virgilio Candido, segretario comunale di Paluzza, al Berater tedesco ad Udine. Questi sono i fatti, questi sono i carnefici e le vittime , e nessun revisionismo può cambiare le cose. 
Laura Matelda Puppini,  Udine

(da: Messaggero Veneto, 28 luglio 2013)


giovedì 11 luglio 2013

Quindici giorni di iniziative per ricordare i tragici fatti del 1944 in Val del But

E' stato diffuso il programma delle iniziative e delle manifestazioni legate alla commemorazione delle vittime degli eccidi del luglio 1944 in Val del But. Si tratta di appuntamenti che coinvolgono numerosi Comuni, con una molteplicità di proposte, in un arco di tempo che va dal 12 al 27 luglio.
I momenti salienti saranno come sempre incentrati sulla commemorazione di Paluzza (il 20) e sulla cerimonia religiosa in Pramosio (il 21).



Queste e altre informazioni su:  http://www.anpiudine.org/node/411

                                   

lunedì 13 maggio 2013

Ricordate ad Avasinis le 51 vittime dell'eccidio del 1945


Avasinis 2 maggio 2013: l’omaggio alle vittime dell’eccidio del 1945



A 68 anni di distanza, si è rinnovata la commemorazione delle vittime dell’eccidio nazifascista di Avasinis, avvenuto sul finire della guerra, il 2 maggio 1945.
In una chiesa parrocchiale gremita, padre Giuliano Melotti ha celebrato la santa messa, soffermandosi, nell’omelia, sul significato evangelico del perdono.
Dopo la Santa Messa, sono state deposte tre corone d’alloro al monumento-sacrario che ricorda le vittime, un'area oggetto di una recente ristrutturazione e sistemazione.
Il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, esprimendo un vivo ringraziamento agli intervenuti, ha sottolineato come la numerosa partecipazione rappresenti la ideale prosecuzione di una scelta presa dalla popolazione nell’immediato dopoguerra e poi costantemente premiata dalla partecipazione commossa da parte dei familiari delle vittime e della gente. E' seguito il commosso intervento della signora Adriana Geretto, presidente provinciale dell’Associazione Vittime Civili della Guerra, che si è soffermata sulle sofferenze della popolazione e sull'impegno per la costruzione di un futuro di pace, senza guerre.
Il prof. Andrea Zannini, docente di storia all'Università di Udine e membro del direttivo dell'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, nell'orazione ufficiale, è partito da una ricostruzione storica di quelle lontane vicende, inquadrando i fatti di Avasinis nel più generale quadro repressivo instaurato dal nazifascismo. Ha quindi sottolineato le circostanze dell'episodio ed il vasto dibattito che, da anni, è avviato sulle caratteristiche della Lotta di Liberazione, invitando comunque a una analisi attenta per non arrivare a pericolose generalizzazioni, in modo da distinguere tra “causa” e “conseguenza”. Zannini è passato a trattare poi una profonda riflessione, dalla "rilettura" delle contrapposizioni del periodo della guerra, con il significativo esempio dato dalla costituzione della Repubblica Libera di Carnia e sul senso dell’impegno nella società contemporanea, anche attraverso una ferma difesa dei valori espressi dalla Costituzione.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, numerosi Sindaci e amministratori dei comuni vicini, i rappresentanti dell’ANPI Provinciale guidati dal vicepresidente Rapotez, la quinta elementare e la prima media in rappresentanza delle scuole del comune (gli alunni hanno anche dato lettura dell'elenco dei nomi delle vittime), gli Alpini dei Gruppi di Avasinis, Alesso e Peonis, diversi assessori e consiglieri comunali di Trasaghis, e tanti cittadini di Avasinis e dei paesi vicini.

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