Album di guerra

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I Partigiani del Battaglione "Prealpi" a Gemona

sabato 24 settembre 2011

Il convegno di studi storici sulla Repubblica Libera della Carnia

Intensa "due giorni" di studi, tra Udine e Ampezzo, per rileggere le vicende della Libera Repubblica di Carnia sotto la lente degli storici.
Si è infatti concluso oggi ad Ampezzo - nel centro che fu la sede del Governo della Repubblica Partigiana della Carnia e dell'Alt Friuli - il convegno internazionale di studi, che l'Università di Udine e la Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, hanno dedicato a questa importante vicenda storica.
Dopo le sessioni di ieri, tenute all'Università di Udine e dedicate al confronto con le Repubbliche Partigiane Europee e Italiane, l'incontro di Ampezzo ha fatto il punto sulle più recenti ricerche sulla Zona Libera della Carnia e dell'Alto Friuli.
Nuovi temi e nuove prospettive di studio sono emerse. Ad esempio il problema cardine della violenza nei rapporti tra resistenti e popolazione, la difficile mediazione svolta dal clero, i caratteri del governo repubblicano, il significato della rielaborazione che la Resistenza attraverserà nel dopoguerra.
Nelle sessioni di ieri - presiedute rispettivamente da Luigi Ganapini (Università di Bologna) e da Umberto Sereni - hanno portato il loro contributo Gustavo Corni, che ha fornito un quadro generale delle repubbliche partigiane in Europa; Olivier Wieviorka, che si è soffermato sull'esperienza dei "maquis" francesi; Simone Bellezza, che ha portato gli studiosi presenti nelle repubbliche partigiane dell'allora Unione Sovietica, ed Eric Gobetti, che si è soffermato invece sulla Jugoslavia del 1943.
Sandro Peli ha invece posto il tema del "perché" si verificò l'esperienza delle repubbliche partigiane, che Thomas Schlemmer ha analizzato in rapporto alla "reazione" delle forze d'occupazione tedesche; Michael Koschat si è invece soffermato sul rapporto con le forze alleate e Chiara Fragiacomo ha indagato l'apporto femminile alle repubbliche partigiane e alla costruzione della "nuova democrazia".
La sessione di stamani ad Ampezzo - presieduta da Andrea Zannini (Università di Udine) - ha visto la partecipazione di Matteo Ermacora, Alberto Buvoli, Liliana Ferrari, Monica Emmanuelli, Fabiana di Brazzà e Fulvio Salimbeni, che hanno analizzato vari aspetti legati specificamente alla Repubblica della Carnia. Le considerazioni conclusive sono state del presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia. 
"In conclusione - ha affermato il prof. Zannini - credo di poter sostenere che il dossier della Repubblica della Carnia e dell'Alto Friuli è ancora aperto e vitale e che ci sarà ancora molto da lavorare per implementare gli studi finora condotti e per giungere a nuovi documenti".

(http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/)


Di particolare rilevanza, infine, il fatto che il Presidente della Repubblica abbia voluto inviare un messaggio di saluto per sottolineare l'importanza del convegno storico e della manifestazione di domenica:

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al presidente regionale dell'ANPI Friuli Venezia Giulia, Federico Vincenti, un messaggio di saluto alla manifestazione in ricordo della libera Repubblica partigiana di Carnia che si terrà domenica 25 settembre ad Ampezzo e al parallelo  convegno dell’Università di Udine, un messaggio di saluto sottolineando che queste iniziative “rinnovano la memoria di una breve ma straordinaria vicenda della lotta partigiana in Italia”.
“Protagoniste – aggiunge Napolitano - di una resistenza militare che seppe opporsi con grande coraggio alle preponderanti forze nemiche e che scrisse importanti pagine di eroismo e di sacrificio le Repubbliche partigiane costituirono il primo, organico tentativo di instaurare governi fondati sui principi di libertà, eguaglianza e solidarietà, e un prezioso laboratorio di sperimentazione istituzionale ispirato ai valori più autentici della democrazia”. 

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