Album di guerra

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I Partigiani del Battaglione "Prealpi" a Gemona

venerdì 23 dicembre 2011

Natale 1944, un augurio dalle baite di Porzus

A chi segue il Blog, una occasione per riflettere, durante il periodo natalizio, con un documento singolare, assai poco conosciuto: il messaggio lanciato ai partigiani dal comando osovano sulle baite di Porzus. Era un natale di guerra, pieno di incognite e di incertezze sull'avvenire. Poco più di un mese dopo, i fatti avrebbero avuto, per quella postazione partigiana, una tragica evoluzione. Il testo, dunque, si presta a una doppia chiave di lettura.


Corpo Volontari della Libertà
Comando Gruppo Brigate Osoppo dell’Est




Ordine del giorno n. 6                                                         23 dicembre 1944


 Ricorrenza natalizia.
In occasione della Festa del Santo Natale e di Capodanno, questo Comando invia a tutti i raparti dipendenti il più affettuoso augurio, che vuole essere esteso anche alle famiglie di tutti i patrioti. E’ un altro Natale di guerra che ci trova ancora lontani dalle persone care, dal focolare domestico; che ci trova lontano dagli agi della vita civile. E’ ancora un grande sacrificio che la Patria chiede a noi e alle nostre famiglie. Proprio in questi giorni di festa, più acuta si fa la nostalgia della casa e della famiglia; e più si sente il peso di questa nostra dura vita. Ma è necessario pensare che questo sacrificio servirà a risparmiare di più grandi ai nostri figli, alle persone care che abbiamo lontane, per le quali noi combattiamo, serve a donare finalmente la libertà e la pace all’Italia e a tutti gli Italiani degni di questo nome. E’ l’augurio che più spontaneo esce dal nostro cuore in questi giorni, e che presto venga la vittoria e, con questa, la libertà e la Pace.
Nelle nostre malghe, intorno ai focolari, anche se fuori ulula il vento, stretti in una sola volontà e in una sola Fede, dobbiamo anche noi sentirci uniti alle nostre famiglie che festeggiano raccolte nella intimità il Santo Natale. Quello che manca di benessere materiale, sia sostituito in noi dalla nostra coscienza che stiamo compiendo e che compiremo fino in fondo il nostro dovere, per l’avvenire della Patria e delle nostre famiglie per la fine d’una triste epoca di violenza e di ingiustizia.

Il Delegato Politico                                             Il Comandante
         Paolo                                                                            Bolla 


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