Album di guerra

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I Partigiani del Battaglione "Prealpi" a Gemona

venerdì 20 maggio 2016

Gemona, addio al partigiano "Nino", la "spalla" di McPherson

Addio a Ezio Bruno Londero eroe della Resistenza e vicesindaco di Gemona

Gemona: guidò la missione che fece saltare in aria la fabbrica Morgante per bloccare i tedeschi Il presidente dell’Apo Marzona: ricordo con commozione la sua presenza a Faedis con Napolitano
GEMONA. È morto mercoledì 18 maggio, verso mezzogiorno all'età di 92 anni, Ezio Bruno Londero, figura storica di fondamentale importanza nella ricostruzione di Gemona, dove ricoprì l’incarico di vicesindaco, ma anche prima quale partigiano della Osoppo, autore di gesta leggendarie al termine del secondo conflitto mondiale. Braccio destro del generale inglese Thomas McPherson, Ezio Bruno “Nino” Londero fu il partigiano che alla vigilia di Natale del 1944 guidò la missione con cui si fece saltare in aria la fabbrica Morgante (in seguito divenuta la nota Manifatture) che i tedeschi volevano utilizzare per produrre materiali per l’aviazione: nei suo contatti con gli Alleati che stavano combattendo per liberare il nord est dai nazisti, gli era stato infatti comunicato che aveva due settimane di tempo per portare a termine quella missione, altrimenti Gemona avrebbe dovuto essere bombardata.
la Targa commemorativaRisultati immagini per Ledis + GemonaDi quelle gesta ne parlò sia radio Londra che radio Mosca. Da parte sua l’Apo di Udine, dove per anni Ezio Bruno ha fatto parte del direttivo, ha già espresso il suo cordoglio: «È stata una bella soddisfazione per Nino – ha detto il presidente Cesare Marzona – poter assistere nei giorni scorsi alla visita dei familiari di Thomas McPherson con i quali abbiamo celebrato l’intitolazione della casa alpina di Ledis alla “brigata Osoppo”, proprio come desiderava Nino Londero. Ricordo con commozione la sua presenza nel 2012 a Faedis con il presidente Napolitano e lo scorso anno alla consegna al bosco Romagno della medaglia al 70° della Resistenza con il sottosegretario alla difesa Domenico Rossi». (...)

Ezio Bruno Londero tra C. Marzona ed E. Pascoli

(Rid. e riel.  da: Messaggero Veneto, 19 maggio 2016) 

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